di Silvia Vernuccio

Angoscia non ha tempo per pettinarsi

Ecco una tipa di cui non ci si libera facilmente.

Angoscia è una di quelle che becchi per strada quando meno te l’aspetti, quasi preferisse farti una sorpresa. Va in giro e poi resta nascosta dentro di te per giorni, come se avesse una mappa dei tuoi luoghi più sicuri da occupare abusivamente.

Eppure, lei vuole, vuole disperatamente essere vista, perciò il suo nascondersi non dura mai a lungo. Esce fuori dalla sua tana come in un agguato, e la sua irruenza può renderti così semplice odiarla.

È il tipo di persona che ti fa mancare il respiro, un senso di soffocamento che ti stringe la gola quando stai per dire qualcosa o anche solo fare un passo avanti, il tipo con cui il semplice lasciare entrare aria nel corpo diventa una cosa complessa e a volte perfino impossibile.

Il ritmo dell’angoscia e l’alfabetizzazione emozionale

Ha un ritmo tutto suo, così difficile da domare o seguire che andarci a tempo è rischioso – rischi di perdere il tuo, di ritmo, e di non ritrovarlo più.

Una persona così sembra fatta per spuntare fuori all’improvviso, per coglierti con la guardia abbassata, e spesso è così; eppure una cosa che piace tanto fare ad Angoscia è anche bussare alla tua porta quando sei calmo e concentrato, quando cerchi di liberare la mente e ti sforzi di non pensarla, o quando stai per compiere un passo importante.

Ad Angoscia piace metterti un po’ i bastoni fra le ruote, con i suoi pensieri continui e talvolta esagerati, con i suoi dubbi e le sue preoccupazioni. In effetti, la caratteristica principale di Angoscia è quella di essere una grandissima overthinker, e a volte quando ti incontra per rovesciarti addosso tutti i suoi pensieri, è una vera impresa restare ad ascoltarla.

Sconsiglio di rimanere incastrati nel vortice di Angoscia, ma analizzare ciò che lei dice resta un passo di fondamentale importanza.

Perché potrà essere il tipo che per la furia e l’ansia si mangia le parole, ma se guardi bene la sua faccia scarmigliata e ascolti con attenzione le parole che usa per parlarti, scoprirai che la sua ansia è paura sotto mentite spoglie, e la sua furia pessimistica, un bisogno di difenderti.

Angoscia soffre di vertigini ma è lei stessa una vertigine: è ciò che si accompagna alle cose grandiose, ciò che le precede, e talvolta, è proprio ciò che te le fa riconoscere.

Perché imparare a gestire Angoscia

Se imparerai a gestire l’irruenza di Angoscia, arriverà un giorno in cui saprai distinguere il suo ritmo, il tocco tipico con cui bussa alla tua porta, il peso del suo corpo quando ti si avvinghia addosso per cercare di convincerti a non muoverti più.

Se imparerai a conoscerla, ad ascoltarla, a entrare in confidenza con i suoi nascondigli, anche Angoscia imparerà qualcosa di importante da te.

Imparerà che può stringerti senza soffocarti, chiamarti senza urlarti addosso, spiegarti il motivo per cui ti cerca senza temere che il mondo nel frattempo stia per finire in una grande esplosione.

E dialogando insieme imparerete a vivere il presente a un ritmo nuovo, un passo alla volta.

Silvia Vernuccio

Silvia Vernuccio

Nata a Roma nel 1992 è Coach certificata. Sebbene il coaching sia la sua prima passione, ama molto le lingue e lo scambio interculturale. Vede, infatti, nel contatto con culture diverse una preziosa opportunità di ampliare la sua “mappa del mondo”, allargando i confini di ciò che è familiare e conosciuto a favore del nuovo e del diverso.