di Elisabetta Russo

Non abbiamo altra possibilità che riscoprire noi stessi all’interno del nostro nucleo familiare e delle nostre case, guardarci e porre le basi per un nuovo percorso, più umano nelle dimensioni, più attento alle cose che ci piacciono, forse anche più lento o più veloce. Ma sarà diverso

Stiamo vivendo un periodo della nostra vita particolare, che passerà sicuramente alla storia. Stiamo vivendo uno delle sfide più grandi e difficili della nostra generazione fatta di nipoti di nonni vissuti durante la guerra e di genitori cresciuti durante il boom economico, dove tutto era possibile e la parola “impossibile” era fuori uso, obsoleta.

Le civiltà del XXI secolo sono state fermate da un virus, così come le tecnologie più avanzate e le economie più forti e potenti al mondo.

Qualcuno sostiene che siamo in guerra. La più spaventosa.

Il tempo non è più a nostra disposizione…

In questi giorni di Coronavirus dilagante, ci ritroviamo di fronte a repentini e profondi cambiamenti della nostra vita quotidiana e della nostra routine consolidata. Ci sentiamo disorientati, facciamo molta resistenza ad accettare le novità; tutta la nostra vita sembra sbriciolarsi senza le abitudini e le sicurezze di sempre. I nostri punti fermi non ci sono più. La rincorsa continua al tempo per fare e lavorare sono un ricordo quasi lontano.

Il tempo, che siamo abituati a gestire e dominare con i nostri improrogabili impegni, non è più a nostra disposizione, o meglio, è tutto a nostra disposizione ma non possiamo fare nulla, se non tornare alle nostre esigenze primarie: dormire, mangiare e sopravvivere.

Il tempo di solito dedicato agli impegni, alla famiglia, ai figli, al lavoro, allo sport, agli amici è azzerato. Abbiamo a disposizione giornate intere e ci domandiamo cosa farcene.

Le nostre sicurezze sono infrante.

Nello Petrucci - Sweet Home

opera di Nello Petrucci – Sweet Home

Alla ricerca della normalità, e della relazione

Ci guardiamo atterriti alla ricerca di un barlume di normalità che ritroviamo nelle piccole cose dimenticate: sistemare la casa, riordinare gli armadi, giocare a carte, creare cose nuove, leggere, guardare un film, stare da soli e annoiarsi. “Annoiarsi” era diventata una parola quasi blasfema, illecita nel nostro mondo frenetico di corse senza fine.

Siamo abituati a viaggiare, incontrarci, lavorare in un mondo globale dove tutto è connesso e collegato con tutto.

Poi, all’improvviso niente. Silenzio. Niente scuola, niente viaggi, niente spostamenti, niente incontri, niente aperitivi, niente feste e ritrovi, niente palestra, sport e partite…

Eravamo e restiamo connessi e scopriamo che quello che vogliamo veramente è la relazione con gli altri. È la socialità che più ci manca, quella vera, fatta di chiacchiere e di ritrovi, di amici in carne ed ossa e non solo di un saluto attraverso un video. Abbiamo bisogno di un abbraccio, di una stretta di mano, di un bacio sulla guancia.

Ostacolo, limite, opportunità

Come ci sentiamo di fronte a questo improvviso cambiamento? È ostacolo, limite o opportunità? Chi dice che un ostacolo sia solo un ostacolo?

A prima vista un ostacolo, una difficoltà, ci appare nella sua grandiosa insormontabilità. Non ce la farò mai.

Di fronte agli ostacoli, veri o apparenti, ci sentiamo piccoli e disarmati.

Una montagna si staglia davanti al nostro futuro, un dosso sul nostro fiume di acqua in piena, un impedimento lungo la nostra strada: qualcosa che ci impedisce di vedere oltre, che ci blocca la vista che non ci fa vedere cosa c’è oltre, che ci spaventa.

Ma se ci soffermiamo a osservare, se ci posizioniamo davanti all’ostacolo e lo osserviamo da ogni sua angolazione, allora scopriamo le sue potenzialità di portarci in tragitti solo all’apparenza sconosciuti e spaventosi, ma che si possono trasformare in meravigliose opportunità di crescita e cambiamento, di uscire dal nostro solito guscio e di scoprire la bellezza di un punto di vista diverso.

Un punto di vista diverso, un’angolazione diversa dalla quale guardare e osservare il nostro futuro, il nostro percorso la nostra strada, la nostra vita. Perché i fiumi non sono tutti dritti, non ci sono solo le pianure estese e le strade possono anche essere scoscese.

Gli ostacoli possono diventare una grandissima opportunità di cambiamento, la nostra opportunità di cambiamento, una sfida da accogliere e raccogliere con fiducia e positività che darà alla nostra una nuova direzione.

L’ostacolo e la figura del coach

In una situazione di questo, tipo di fronte a ostacoli, ad opportunità o insoddisfazioni un coach può accompagnare e aiutare in un percorso di conoscenza e consapevolezza delle proprie potenzialità, delle proprie capacità di guardare alla vita in modo differente, di risolvere le problematiche che ci troviamo di fronte attingendo alle risorse spesso non conosciute o non riconosciute. Un percorso di coaching può essere utile per scoprire cosa ci piace veramente, accettare le sfumature che la vita ci pone di fronte, essere pronti a mettersi in gioco per raggiungere quello che vogliamo per noi stessi, a vedere e ad apprendere i nostri valori; a capire cosa realmente vogliamo per noi.

Può essere utile nel dare senso alla nostra vita, il senso che vogliamo noi e nessun altro.

Un coach è di supporto nel vedere un ostacolo come una grande opportunità che la vita ci sta concedendo; accompagna in una visione differente della stessa realtà, facendo indossare occhiali con lenti nuove, tutte improntate al positivo e alla fiducia.

Ostacolo o opportunità?

Siamo abituati a ritmi frenetici ai quali non possiamo e non vogliamo rinunciare; la nostra vita è una corsa continua verso qualcosa, cosa?

Questo potrebbe essere il momento della riflessione profonda, uno stop forzato che ci costringe a guardare oltre i nostri soliti orizzonti, o semplicemente guardare noi stessi, i nostri piedi e dove vogliono andare. Verso cosa e verso dove voglio andare?

La mia meta è sempre la stessa o è cambiata?

La vita e la natura ci pongono davanti a un ostacolo e a un’opportunità incredibile: fermarci e tornare ai bisogni essenziali. Ci fermiamo e ci accorgiamo che non abbiamo bisogno di molto e notiamo che le cose che ci fanno stare bene sono le più semplici.

Non abbiamo altra possibilità che riscoprire noi stessi all’interno del nostro nucleo familiare e delle nostre case, guardarci e porre le basi per un nuovo percorso, più umano nelle dimensioni, più attento alle cose che ci piacciono, forse anche più lento o più veloce. Ma sarà diverso.

Ogni ostacolo che la vita ci pone davanti, anche il più complesso, può celare una grandissima opportunità di crescita, di cambiamento se solo riusciamo ad avere uno sguardo più ampio e se solo vogliamo spingerci oltre a quello che siamo abituati a vedere. Con coraggio apriamoci ai cambiamenti che possono rendere la nostra vita sorprendente e bellissima. Accettiamo la sfida e proviamo a vivere in modo diverso, scopriamoci con una nuova pelle, che non pensavamo di avere.

E resteremo stupiti delle cose meravigliose che ci attendono.