di Roberto Ceschina

Le passioni possono essere il motivo per cui ti alzi al mattino, il carburante per i tuoi sogni, il faro che illumina la strada verso la tua destinazione. Inoltre, una delle qualità più belle delle passioni è la loro forza contagiosa.

Le passioni sono una fonte di energia e motivazione potentissima, che fornisce perseveranza e determinazione. Sono la potente spinta per saltare fuori dalla propria zona di comfort. Il carburante della vita…

C’è chi esprime le sue passioni nel proprio lavoro o nella vita e c’è chi le ha “sopite”, ma la buona notizia è che tutti abbiamo delle passioni, bisogna ricercarle se le abbiamo perse.

È come cercare un baule sul fondo del mare, scoprire che anche il nostro forziere è ricco di monete preziose e diamanti che rappresentano le nostre abilità e il piacere del fare.

Nella nostra vita così impegnata, è possibile che non riusciamo a esprimerle completamente ma, se avrete la pazienza di leggere tutto il mio articolo, vi svelerò la tecnica dell’1% e il potere magico di vivere la propria vita con passione.

Che cosa sono le passioni?

Mi ha sempre affascinato, collegare “passione” alla parola “meraki”, una parola dal greco antico che indica “l’amore con cui facciamo le cose”.

Che cosa significa? Vuol dire: “fare qualcosa con l’anima, con la creatività, con l’amore”. Passione quindi è mettere qualcosa di noi stessi dentro le cose che facciamo, nella sfera personale, nelle relazioni, nel lavoro.

La “meraki” è dentro di noi, si tratta solo di saperla cercare. Ma come? Attraverso un percorso che ci permetta di connetterci con noi stessi, per giungere alla consapevolezza delle nostre aspirazioni, dei nostri desideri, delle nostre inclinazioni.

Interrogarsi su ciò che ci appassiona veramente può permetterci di scoprire l’attività per la quale siamo veramente tagliati e condurci a svolgere un lavoro con entusiasmo, motivazione e soddisfazione, per poter vivere una vita all’insegna della nostra Meraki.

La formula delle passioni: curiosità, coinvolgimento, tempo

(Curiosità + Coinvolgimento) x Tempo = Passioni

Curiosità: una passione inizia con la curiosità. Sin da piccoli siamo attratti dalle cose che ci incuriosiscono e quando diventiamo grandi, spesso finiamo per dedicarci in qualche modo a una delle cose che nella prima fase della nostra vita ci ha colpito o attratto particolarmente.

Coinvolgimento: una semplice curiosità non è sufficiente senza un reale coinvolgimento ed è questo il punto in cui l’equazione delle passioni acquista un senso. Il coinvolgimento trasforma la curiosità in partecipazione attiva attraverso lo svolgimento di una qualche forma di attività legata a ciò che ci incuriosisce.

Tempo: dedicare del tempo ai propri interessi in modo regolare e ripetuto li alimenta e li rafforza. Tornando all’esempio precedente del suonare il piano, la persona in questione potrebbe trasformare il suo coinvolgimento in passione non gettando la spugna alla prima lezione ma continuando a praticare lo strumento nel tempo, diventando magari anche molto bravo. Il tempo è fondamentale: servono micro velocità (agire rapidamente) e macro pazienza. Coltivare le proprie passioni richiede, infatti, di dedicare tempi anche lunghi a determinate attività.

Come alimentare la passione?

Mio nonno citava spesso un proverbio africano, che l’ha sempre supportato:

è possibile mangiare anche un elefante, se lo dividi in bocconi.

Mi piace molto questo proverbio perché può aiutarci nel cammino della nostra vita. Se vuoi raggiungere grandi traguardi, devi imparare a dividere in bocconi l’elefante. Spesso ci facciamo spaventare perché non vediamo subito i risultati o immaginiamo il nostro obiettivo nel suo insieme, senza considerare i piccoli step intermedi facilmente digeribili.

Pensa a una cosa che hai fatto che a detta degli altri era “difficile” se non “impossibile”. Bene, ora ripensa al primo piccolissimo passo che hai fatto per iniziare.

Marisa Peer, psicoterapeuta e ipnoterapeuta di fama internazionale grazie ai suoi programmi televisivi e ai suoi speechmotivazionali, ha lavorato con numerosi personaggi celebri in vari campi (dalla musica allo sport). Marisa Peer suggerisce la tecnica dell’1%: cioè fare un’azione, anche minuscola, anche per pochi minuti, coerente con la tua vision, renderà la tua vita migliore nella direzione di quello che vuoi ottenere.

All’inizio i risultati saranno invisibili (l’1% di progresso, in qualsiasi area della vita, non è chissà che cosa), ma non dovrai perderti d’animo, perché con il tempo ti accorgerai che, con sforzi minimi, sarai riuscito a ottenere tantissimo.

Fondamentale, nel coltivare le proprie passioni, è la costanza, un fattore senza il quale, cadrai nella tentazione di non fare nemmeno il minuscolo sforzo di migliorare l’1%.

Quindi tornando alla formula che ti ho proposto, possiamo dire che:

(Curiosità + Coinvolgimento) x Tempo = Passioni
Risultati = (passione + ritmo) x costanza

Trova le tue passioni, la tecnica delle quattro domande

Nel libro “The Passion Test”, gli autori Janet e Chris Attwod suggeriscono di fare una lista di tutte le proprie passioni e poi scegliere le cinque più importanti.
Le domande che seguono sono in parte state estratte dalla lettura di questo libro e servono ad aiutarti a compilare la lista delle tue passioni.
Rispondi velocemente per non permettere alla tua mente razionale di interferire con il processo e lasciare libero accesso alla mente intuitiva.

  1. Che cosa ti piace fare?

  2. Pensa ad un’attività che non ti stancheresti mai di fare? È un’attività che saresti disposto a fare anche gratis, se i soldi non fossero un problema. Un’attività che mentre la fai ti fa dimenticare del tempo che passa e ti dimentichi persino di mangiare o dormire; per cui hai speso tutti i tuoi guadagni senza pensarci due volte.

  3. Quale tipo di qualità vuoi coltivare come persona nella vita? Pensa a una persona (o alle persone) che ammiri, qual è la caratteristica o la virtù di questa persona che la rende così speciale? Ti suggerisco di studiare le persone che hanno raggiunto il successo nell’area in cui vuoi raggiungere un tuo obiettivo. Analizza il loro atteggiamento, le loro convinzioni, gli elementi distintivi che gli hanno permesso di realizzare i loro obiettivi. Esamina qual è stato il loro modo di reagire, affrontare le difficoltà e superarle, in cosa si differenziano da chi desiste.

  4. Che cosa provi quando fai un’attività che ti piace? Questa domanda serve a identificare le sensazioni e lo stato d’animo che ti motivano.

Se vuoi fare un altro passaggio, ti suggerisco, ora che hai identificato le tue cinque passioni, di dare a ognuna di esse un punteggio da 0 a 10, dove 0 significa che non stai vivendo la tua passione e 10 che la stai vivendo al massimo. Assegna, poi, a ognuna di esse la priorità.

Ora ti faccio una domanda scomoda (lo so che lo è e, ovviamente, non è mal augurante)… Che cosa faresti se sapessi che oggi è l’ultimo giorno della tua vita?

Ricordi la terza lezione di Steve Jobs? Ne parla nel suo famoso discorso, agli studenti di Harward (se non lo hai visto, ti suggerisco di farlo). Ha condiviso che quando aveva diciasette anni lesse una citazione che suonava circa così: “vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l’ultimo”.

Questa frase lo impressionò al punto che per i successivi trentatré anni ogni mattina si guardò allo specchio chiedendosi “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E quando la risposta era “no” per troppi giorni di fila, capiva che doveva cambiare qualcosa. pa

Mi auguro che alla fine di quest’articolo tu abbia definito in maniera più chiara le tue passioni più grandi.
Ciò che rimane da fare ora è mettersi all’opera per viverle nella tua vita.

Ricorda la tecnica dell’1% e che l’elefante si mangia a pezzi…
Non dimenticare che la passione si coltiva con la curiosità, il coinvolgimento e con la pazienza. Penso al tuo successo!