Intervista ad Alessandra Marconato

L’artista Alessandro d’Elia pone alcune domande su come nasce un’opera d’arte e sul linguaggio artistico ad Alessandra Marconato – Direttore di 78PAGINE.

78PAGINE dà spazio al linguaggio artistico, ritenendolo elemento primario e primordiale della narrazione. Non tutto può essere trasmesso con il linguaggio formato da parole. La realtà complessa ha bisogno di altro, a volte, ed è qui che entra in gioco l’arte.

L’Artista si racconta attraverso le sue opere… come nasce un’opera, cos’è l’ispirazione?

Questa è una domanda che mi piace fare anche a chi scrive e non c’è una risposta univoca. Sembra che il punto comune sia che l’ispirazione arriva e che se si cerca questa sfugge. È pur vero che, a volte, dopo aver fatto macinare a lungo la testa e il cuore arrivi un’intuizione che fa scrivere, dipingere, scolpire, fotografare… ed è spesso istintiva e intuitiva. È come se uno stato incosciente diventasse improvvisamente cosciente e tutto diventa chiaro…

Come e perché il linguaggio artistico esterna l’interiorità e la “concettualità” di un artista?

Credo che il linguaggio artistico, senza sovrastrutture, sia un linguaggio “puro”. C’è un particolare allineamento tra mente, cuore e pancia. Per questo il messaggio può arrivare chiaro e senza filtri. Ma non a tutti arriva… non tutti i linguaggi artistici arrivano a tutti allo stesso modo. Credo sia proprio la parola “linguaggio” la chiave di questo. Non parliamo tutti la stessa lingua e all’interno di un identico linguaggio non abbiamo la stessa padronanza lessicale.

Credo che l’artista, di base, sia uno sperimentatore. È questo che porta a una continua ricerca e a ricercare il limite della propria creatività. Si cerca di comprendere al meglio l’ordito e la trama del proprio tessuto mentale e di romperlo perché può ingabbiare la stessa creatività. Credo che sia il senso del limite o, meglio, del non-limite a generare tale ricerca.

Si può parlare di arte ipnotica e di arte psichedelica?

Credo proprio di sì! È la prima cosa che mi è venuta in mente guardano le opere di Del Ale. Mi riferisco a #unafoto. Le opere sono ipnotiche, psichedeliche e incantano mostrando porzioni di realtà che si può moltiplicare all’infinito, modificandosi e trovando nuovi significati.

Dal tuo punto di vista, può l’artista sconfinare nel “commerciale” mantenendo una sua reputazione?

Ho un approccio pragmatico rispetto a questo: si deve pur vivere! Farei, però, una distinzione perché il “commerciale” non è tutto uguale. Un conto è cavalcare la tendenza di mercato, fornendo al mercato ciò che chiede; altra cosa è riuscire a parlare un linguaggio artistico che sia comprensibile a più persone. Mi spiego: si può parlare a pochi come a molti. La differenza sta nelle parole che si scelgono. Noi tutti abbiamo un certo tipo di linguaggio disponibile. C’è chi ha più parole, chi meno e, per tutti, c’è una base di linguaggio comune. La maggior comprensione è legata alla comunanza di linguaggio. In questo modo, si può decidere, in modo consapevole, con chi si vuole dialogare anche dal punto di vista artistico.

Alessandro D'Elia - artistaDue parole su Alessandro D’Elia

D’Elia ha frequentato l’istituto d’arte e l’Accademia di Belle Arti e a distanza di 24 anni ha ancora scolpito nella testa il continuo ritmo del filoso-fare nelle arti figurative, coadiuvando l’essere con il dover essere. Si muove sicuro tra le incertezze del figurativo e dell’informale, dello spazialismo e del concettuale. L’arte non è ordine di idee ma disordine interiore che genera idee, ecco quindi inserire un occhio all’interno di ogni linea tonda chiusa, per dare loro una vita. LITOCHI (www.litochi.com), acronimo di linea tonda chiusa, è un marchio registrato costituito da due ellissi di diverso colore e dimensione di cui una contenuta all’interno dell’altra a rappresentare un occhio stilizzato. Inglobato, quest’ultimo, all’interno di una ulteriore linea chiusa, dall’andamento tondeggiante e dalla forma astratta, è il fulcro determinante di realizzazioni e raffigurazioni cosiddette “espressioni informi”.

Negli ultimi tempi, la sua ricerca lo ha portato a trattare il tema dello specchio inteso nel senso più ampio di un semplice guardarsi attraverso una superficie riflettente. In #unafoto l’artista parte da uno scorcio qualsiasi e genera un effetto caleidoscopico, ipnotico e psichedelico. La riuscita artistica di questa è straordinaria e in linea con la realtà sfaccettata e multi sfaccetta che ci circonda.