di Leonardo Aldegheri

La libertà è potere. È poter fare. È poter crescere. È poter sviluppare.

Ricordo molto bene il professore di Italiano quando aveva proposto alla nostra classe (ero in terza media) di svolgere il tema: “Cos’è per te la libertà?”.

Si sa, la libertà è uno dei temi cruciali in assoluto, dalle elementari, per proseguire alle medie e approdare alle scuole superiori, con le più disparate elucubrazioni filosofiche di un’età particolarmente prolifica, in cui ci sono disquisizioni sull’Iperuranio (su che ciò che è “situato oltre i cieli: il mondo inteso come lo spazio al di là delle sfere celesti, presunta sede delle idee platoniche”).

Sono particolarmente avvezzo ai pensieri sulla libertà dell’individuo di muoversi nelle alte sfere. Gli argomenti di cui mi nutro spaziano dal Campo delle possibilità infinite di Deepak Chopra allo Spazio delle Varianti di Vadim Zeland.

Esiste un posto, un luogo, dove tutto è possibile ed esiste già. Chiamiamolo “campo della libertà”.

Credo di avere passato tutti i livelli dell’umana comprensione cercando di scervellarmi e capire il senso, il significato più profondo della parola “libertà”.

Ora, a distanza di diversi decenni da quel tema delle medie, è curioso che mi trovi a scriverne su 78PAGINE, da adulto.

E provo, quindi, a dare il mio contributo con la capacità di discernimento maturata nel frattempo. Vediamo se, almeno un po’, è migliorata…

Wikipedia ci dice che “per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi e agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla”.

Essere liberi di agire

La prima implicazione del termine libertà che mi viene in mente è la libertà d’azione.

Io voglio essere libero di agire.

Ecco, parafrasando il meraviglioso libro 101 Progetti di Libertà, e per dirla alla Igor Sibaldi, dichiarare “Io voglio essere libero di agire” è un De-Siderio. In realtà, secondo le regole buddiste da cui la tecnica è mutuata, “essere libero da”implica una maggiore situazione di costrizione, poiché liberarsi significa trovarsi, di fatto, in una condizione di prigionia.

Vien da sé che libertà e prigionia sono due termini, intrinsecamente interconnessi: si de-sidera ciò che al momento si sa di non avere.

Mentre lo si apprende, non si parla più di ignorarne la mancanza e se ne assume la consapevolezza.

Cioè, si sa di non sapere (ed è già un ottimo passo avanti… e si sprecano i riferimenti alla filosofia greca).

Libertà e scelta

Un punto, ora, è ben saldo: la consapevolezza è libertà.
È la libertà di de-siderare.
La libertà di de-siderare conduce a una maggiore consapevolezza, perché si porta alla luce quanto prima era nell’ombra.
Allora, quando sono maggiormente consapevole, sono anche maggiormente consapevole della scelta.
Io voglio scegliere.
La scelta, si sa, è sempre tra opzioni. Si pensa di essere liberi quando si sceglie.

Ma le opzioni sono già lì, magari presentate da altri.
E noi non facciamo altro che scegliere continuamente, anche quando non scegliamo (tema del n. 5 di 78PAGINE è proprio la Scelta).
Ebbene, la libertà di scelta che consiste nello scegliere tra opzioni disponibili non è una vera libertà.
La vera libertà è scegliere tra ciò che esiste e ciò che non esiste. È per questo che de-sideriamo. E per de-siderare dobbiamo sentirci LIBERI di poterlo fare.

Io voglio essere libero di scegliere cosa desiderare per me perché voglio essere libero di agire.

No, non è un’opinione.
La libertà di opinione probabilmente è la più antipatica delle libertà. Sappiamo quante persone ci inducono a subire le loro angherie costringendoci ad ascoltare la loro opinione.
La loro opinione è valida per loro. Chi se ne frega dell’opinione altrui. Viviamo in un’epoca in cui la libertà di opinione è sacrosanta, quando quella altrui non interessa a nessuno.

Un tempo, la libertà di opinione era severamente controllata dalla censura. Prima ancora, non era calcolata proprio.

La maggiore libertà di scelta, allora, è anche scegliere di non ammorbare le altre persone. Oggi, nel mondo moderno, si è giunti alla scelta di far parlare le persone, di consentire loro di esprimersi mentre prima era proibito.
Così come la libertà di azione ci porta ad agire, possiamo abbinare la libertà di muoverci, la libertà di movimento. Sì, certo, muoversi è un’azione. La prima libertà di cui dobbiamo parlare. Parlare è agire. Agire è un muoversi da A a B o da A a C o da A a Z passato per D, F, H, K, O.

E in un’epoca di grandi movimenti di “masse umane”, cos’è la vera libertà?

La libertà di accoglienza?
La libertà di subire la libertà degli altri di accogliere, che esercitano su di noi che – per libertà di opinione – diciamo “noi non vogliamo”. Cioè un de-siderio al contrario.

C’è chi vuole, c’è chi non vuole. E mentre chi vuole ottiene, chi non vuole ottiene ciò che prima non voleva e subisce la volontà di chi ha scelto.
La libertà di volontà è una bella libertà: è la libertà di volere. Chi vuole vince su chi non vuole? Non si sa. Ciò che si sa è che i movimenti contronon favoriscono la risoluzione di quel dato problema. Anzi, paradossalmente, lo acuiscono.

Io non voglio la guerra. E la guerra continua. Semmai sarebbe meglio dire: io voglio la pace.

E se dicessi? Io voglio crescere. Crescere sì, ma a scapito di chi? Io voglio essere libero di crescere. Ma se io cresco e tu no, io sono maggiormente libero rispetto a te? Cioè, sono più libero di te?

Allora la libertà è un concetto assolutamente relativo. Cioè si è liberi quando qualcuno non lo è. Se loro sono più liberi (maggiormente), siamo meno liberi noi?

La libertà è libertà di sviluppo

Io voglio essere libero di sviluppare. La libertà di sviluppo implica la crescita, l’azione, il movimento, la parola. Allora il focus è da tutt’altra parte: la parte giusta.
Se voglio essere libero di sviluppare, voglio essere maggiormente libero di poterlo fare.

Essere libero, quindi, significa che posso farlo. La libertà è potere. È poter fare. È poter crescere. È poter sviluppare.
Necessito che qualcuno me lo faccia fare, altrimenti non sono libero o non lo sono totalmente e, quindi, ho bisogno del consenso o di un maggiore potere.
Ma abbiamo visto che maggiore per me, può voler significare minore per te. E, qui, ritorniamo nel campo della libertà di volontà.

OK, forse ho capito una cosa o, meglio, la sto apprendendo.

Cos’è la libertà?

La libertà è non toglierla agli altri.