di Anita Alberti

Adottare un animale con consapevolezza

Molti di noi hanno un cane, o meglio, preferisco dire che condividono la propria vita con un cane, oppure che sono i compagni umani di uno o più cani. Magari non lo sono ora, ma lo sono stati in passato e vorrebbero tornare a esserlo, oppure stanno pensando di avere un primo cane in assoluto.

Comunque sia, quando si adotta un animale (qualunque esso sia) è fondamentale essere consapevoli che da quel momento la propria vita cambierà, si arricchirà (a mio avviso).

Nella scelta non si deve solo cercare di capire quale tipologia di razza scegliere, ma chiedersi soprattutto se si sarà in grado di prendersi l’impegno di garantire un certo benessere al nuovo arrivato.

Va precisato che non tutti sono adatti ad avere un certo tipo di cane, perché bisogna saperlo gestire, inoltre non è detto che un cane piccolo come un jack russell, un pinscher, un chihuahua, un maltesino… siano adatti a tutti.

Non bisogna farsi ingannare dalle dimensioni, perché anche il simpatico jack russell ha il suo “bel caratterino”, che non va assolutamente sottovalutato, pena vivere con un cane isterico, che abbaia sempre e compie atti di distruzione in casa.
Lo stesso dicasi per i cani di grandi dimensioni.

“Vogliamo un cane! Ok!”
Soprattutto in tempi impegnativi come i nostri ci si rende conto di quanto sia bello e stimolante la compagnia di un qualcuno, magari proprio di un cane.

Sì hai capito bene, tu che leggi! Ho scritto “qualcuno”, perché il cane è un “qualcuno”, un membro della famiglia, non un “qualcosa”!

Per i veri amanti degli animali cane, gatto, criceto, coniglio, cavallo diventano membri della famiglia, con cui si interagisce, con cui ci si ritrova a parlare, a cui si chiede “per cortesia spostati che devo passare!”, “Dai su! Aspetta un attimo che mi vesto ed usciamo!”…

Insomma, agli occhi di altri potremmo sembrare un “tantino insoliti”, eppure tutto normale!

Ricercare il benessere per il nostro animale

Qualcuno dice che non basta solo amare, bisogna sapere come fare, perché molte volte accade che con tutte le nostre buone intenzioni, in realtà, viziamo il cane. Ciò significa che lo antropomorfizziamo, cioè gli diamo sembianze umane, lo mettiamo troppo sotto una campana di vetro, non gli permettiamo di fare esperienze interessanti, oppure che gli diamo troppo e male da mangiare.

Ricordiamoci che anche per i nostri animali vale il detto “siamo ciò che mangiamo”, quindi una sana alimentazione ha effetti positivi sia per noi, che per loro e questo nello specifico significa meno problemi comportamentali, difese immunitarie più alte, meno dermatiti.

L’alimentazione è un vasto argomento, molto interessante, che fa parte del concetto di benessere.

Come l’OMS ha definito che uno stato di salute non sia solo un’assenza di malattia, ma anche uno stato di benessere in cui l’individuo può ed è in grado di esprimere al meglio se stesso e le proprie potenzialità, lo stesso può essere traslato al mondo del cane.

Come dice il Prof. Marchesini, il fondatore della Scuola di Interazione Uomo- Animale, con indirizzo cognitivo-zooantopologico, il benessere nel cane rappresenta la migliore garanzia non solo per mantenere la sua condizione fisica in uno stato ottimale, ma altresì favorire in lui una condizione psichica ottimale.

Quindi l’obiettivo principale per ogni pet-owner è quello di avere un cane equilibrato, cioè ben socializzato sia con gli ambienti, con eterospecifici e intraspecifici.

Ben socializzato significa che abbia un certo senso di autoefficacia, che sappia ricorrere ad una serie di dotazioni di base che il suo etogramma gli ha donato. In tutto questo noi siamo i compagni di avventure, siamo i mediatori, le guide a cui rivolgersi senza prendere dell’iniziative eccessive, complici e coloro che proteggono e difendono.

Il cane ci aiuta a conoscere meglio noi stessi

Un altro aspetto davvero molto interessante è che, attraverso il cane, possiamo conoscere meglio noi stessi. Sembra strano ma è così!

Quante volte abbiamo sentito dire il detto che “Il cane assomiglia al padrone”? Un cane insicuro molte volte, ma non sempre, ha un umano che lo è a sua volta, che non gli consente di fare esperienze per paura che succeda qualcosa; oppure un cane sempre agitato potrebbe avere un umano ansioso, preoccupato; un cane che prende spesso l’iniziativa è accompagnato da un petowner che non riesce a gestire gli spazi del cane…

Ci possono essere tante variabili in gioco, di sicuro un animale, qualunque esso sia ha dei bisogni e delle necessità, che vanno soddisfatte per il benessere del soggetto stesso.
Lo stesso dicasi di noi, anche noi abbiamo bisogni e necessità, ne siamo consapevoli?

Non si tratta solo di mangiare e dormire, ma anche di mangiare e dormire con qualità, fare esperienze che aumentino il nostro senso di autoefficacia e autostima, socializzare con gli altri in maniera adeguata, far rispettare i propri spazi.

I momenti di scacco ci sono tanto per noi, quanto per i cani, quindi riusciamo a farvi fronte e siamo consapevoli che ce la possiamo fare?

In questo caso noi possiamo aiutare i nostri amici pelosi nel superamento di momenti impegnativi o di situazioni che mettono un po’ in scacco.

Le capacità di problem solving ce le abbiamo noi e ce le hanno anche loro e anche per loro esistono esercizi di attivazione mentale, dei veri e propri esercizi cognitivi che vanno a rinforzare le loro abilità di base, quali l’uso dell’olfatto, l’uso della bocca, del muso, della zampa.

Noi abbiamo gli scacchi e non solo, loro hanno qualcosa di simile.
Direi stupefacente!!!