di Silvia Vernuccio

Il vero guaio e la vera bellezza di Felicità, è che non puoi mai dire di conoscerla davvero finché non l’hai incontrata di persona.

Ho sentito tanta gente parlare di Felicità come della donna ideale. Quella compagna che se solo avessi accanto, potrebbe farti toccare il cielo con un dito… farti credere che tutto sia possibile, rendere la tua vita degna di essere vissuta, farti mollare tutto soltanto per averla, per assicurarti di restarle sempre accanto.

Il problema di Felicità è che non è proprio il tipo che dà certezze: si ferma alle tue spalle mentre non hai fatto altro che aspettarla per tutto il pomeriggio davanti al luogo del vostro appuntamento. Poi ti mette le mani sugli occhi e ti sussurra soltanto: “mi vuoi veramente?”

Non chiede neanche scusa per il suo ritardo, e tu potresti pensare che sia una gran maleducata, ma la verità è che cerca solo di farti capire una lezione importante su di lei: se vuoi conoscerla, conoscerla davvero, smettila di cercarla nei progetti futuri, come quando mentre aspetti che arrivi a quell’appuntamento fantastichi su come sarà la vostra vita insieme.

E smettila pure di cercarla nel passato, tipo quando pensi a come sarebbe stato se quella volta di dieci anni fa in cui l’avevi beccata in libreria avessi avuto il coraggio di avvicinarti per parlarle.

Perché Felicità non conosce mezze misure, e quando è lì che ti chiede se la vuoi veramente, ciò che intende dire davvero è se la vuoi qui e ora, e questa è una cosa che quasi nessuno di lei ha capito.

Ma qualcuno a volte la incontra…

In questo oceano di gente che ne parla, troverai talvolta qualcuno che davvero l’ha incontrata, e conosciuta, e, a suo modo, amata. Queste rare persone ti diranno che rincorrerla non è stato affatto facile; che anche solo per starle dietro per un isolato o due ci vuole un grande, grandissimo coraggio – figuriamoci poi quando la vedi salire su un aereo per andare dall’altra parte del mondo; ti diranno che mentre la ami,

Felicità fa anche tanta, tanta paura, perché c’è qualcosa nel suo sguardo, perfino mentre la stringi… che ti fa capire, silenziosamente ma in modo così eloquente, che verrà un giorno in cui lei partirà di nuovo, e tu sentirai ancora la sua mancanza.

E allora, arriverà il momento in cui penserai che non valga la pena affannarsi per una che è destinata a farti soffrire così tanto, e mentre piangerai disperatamente ti chiederai perché tra tante cose quella senza cui ti sembra più difficile vivere sia proprio lei, lei che è fatta per essere amata solo a tempo, lei che non può essere mai davvero posseduta, lei che in un certo senso, è fatta per lasciarti.

E in questo momento pieno di sofferenza e di paura, è meglio che pensi al giorno della sua partenza e ti ricordi questo:

  • Se non esistesse questo giorno lei non sarebbe così preziosa
  • Se non esistesse questo giorno lei non sarebbe così forte
  • Se non esistesse questo giorno lei non sarebbe così fragile
  • Se non esistesse questo giorno lei non sarebbe così bella
  • Se non esistesse questo giorno lei non sarebbe così vera.

Se non esistesse questo giorno lei sarebbe alla mercé di tutti, e invece è qui, che mentre tutti ne parlano in mille modi diversi, lei aspetta soltanto di incontrare qualcuno capace di volerla veramente, qualcuno abbastanza folle e coraggioso da innamorarsi proprio di questo suo modo di esserci e non esserci, di questo suo modo di andare via con la promessa di rincontrarti, se avrai coraggio di nuovo, mentre lascia dietro di sé il ricordo indelebile del suo passaggio.