Heidi - di Francesco Muzzopappa - recensione

Heidi

Autore: Francesco Muzzopappa
Editore: Fazi
Pagine: 237
Prezzo di copertina: 15,00 euro
ISBN: 9788893253802

È un romanzo in cui si ride tantissimo, eppure l’autore affronta argomenti seri come la demenza senile e l’ansia che, a causa della frenesia moderna e la necessità di gestire tutto, sembra colpire ormai un po’ tutti in questi tempi cupi.

Insomma, è ben bilanciando, ha tempi comici perfetti, che spesso sfondano la parete delle pagine per rivolgersi direttamente al lettore. Muzzopappa ci dona un romanzo assolutamente godibile da leggere tutto d’un fiato, per riflettere sì, ma con il sorriso sulle labbra.

Chiara lavora come casting director per un’azienda di contenuti televisivi, è single, irrisolta, piena di ossessioni e paure. Sulla sua testa, come su quella dei suoi colleghi, pesa la minaccia dello Yeti, il nuovo capo, chiamato in azienda per operare dei tagli; chiunque non sarà in grado di proporre nuovi format, sarà irrimediabilmente cacciato. Come se non bastasse, il padre di Chiara, Massimo Lombroso, ex critico letterario del Corriere della sera, viene cacciato dalla clinica dove è ricoverato a causa della demenza selettiva che lo affligge.

Chiara sarà costretta a tenerlo con sé, cosa non semplice considerando che per lui la figlia, oramai, altri non è che Heidi, protagonista del cartone che guardavano insieme quand’era bambina. Tutto il mondo immaginario del vecchio giornalista è popolato di monti e caprette, tanto che persino Thomas, il ragazzo trovato da Chiara per occuparsi del padre sarà ribattezzato Peter. Eppure, quando le cose sembreranno volgere al peggio, potrebbe essere questa sua atipica famiglia a risolvere la situazione, fornendo alla protagonista l’ispirazione per risolvere i propri problemi lavorativi, affrontare lo Yeti e, perché no, rimettere in sesto la propria vita.