di Salvatore Bauleo

Alice: “Papà, perché le strade sono piene di persone che fanno sport, davanti ai supermercati ci sono code di clienti che aspettano ore prima di entrare e tanti vanno via dalle città riempiendo treni se hanno detto di stare chiusi in casa?”

Io: “Vedi Alice, spesso le persone hanno comportamenti irrazionali e si fanno prendere dalla paura e dall’emotività e non fanno scelte sempre intelligenti.”

Alice: “Ma mi hai sempre detto che le persone sono tutte dotate di intelligenza.”

Io: “Vero, ma non sempre hanno comportamenti e prendono decisioni intelligenti.”

Queste sono alcune domande che mia figlia di 6 anni mi ha rivolto nei giorni in cui eravamo in piena emergenza coronavirus.

Come darle torto, le scene viste in quei giorni non fanno pensare proprio a comportamenti intelligenti da parte di alcune persone che, invece di starsene in casa, andavano tranquillamente a fare passeggiate o in banca a chiedere un banale estratto conto.

Pensa in modo intelligente

Nel 2019 Richard Bandler, il co-creatore della PNL, ha pubblicato il suo nuovo libro “Pensa in modo intelligente” avallando la tesi che ciascun individuo, con il giusto atteggiamento, focus e consapevolezza, può migliorare il proprio modo di pensare in maniera più intelligente correggendo convinzioni limitanti e migliorando la propria vita in ogni campo, dalla salute, al miglioramento delle performance lavorative fino alle relazioni sociali e agli obiettivi personali.

Prendere buone decisioni dipende dalla capacità di farsi domande di qualità e questa è un’abitudine che dovremmo acquisire.

Letteralmente intelligenza è “la capacità di attribuire un conveniente significato pratico o concettuale ai vari momenti dell’esperienza e della contingenza”.

Meglio ancora, è la capacità di adattarci all’ambiente che ci circonda, alle circostanze e alle varie situazioni quotidiane. Avere, quindi, la capacità di affrontare meglio il mondo è sicuramente sinonimo di intelligenza.

Intelligenza, apprendimento e ambiente

L’intelligenza è stata considerata a lungo una capacità innata, dipendente dal patrimonio genetico ereditato dai genitori; oggi si ritiene che anche fattori ambientali concorrano a innalzare l’efficienza intellettiva che, infatti, cambia nel tempo.

Da giovani abbiamo un’intelligenza più fluida, in altre parole una capacità di analizzare problemi, identificare gli schemi e le relazioni sottostanti tra elementi per trovare una soluzione usando il ragionamento logico, indipendentemente dalle conoscenze acquisite con l’apprendimento.

Da adulti sviluppiamo la capacità di utilizzare competenze e conoscenze che scaturiscono dall’esperienza e dalla cultura.

L’ambiente, le relazioni con gli altri, le esperienze e gli stimoli cui si è esposti possono farci migliorare.

Si può, quindi, diventare più intelligenti e c’è pure abbastanza tempo per farlo, visto che secondo alcuni studi il massimo dell’efficienza intellettiva non si raggiunge fra i 20 e i 25 anni, ma fra i 40-45 anni.

È fondamentale allenare il cervello come se fosse un muscolo ed essere sempre aperti a nuove idee, soprattutto se molto diverse dalle nostre prospettive abituali. Leggere libri che stimolino la riflessione, ridurre i comportamenti abitudinari e risolvere situazioni insolite incentiva la flessibilità mentale.

Inoltre, il confronto con gli altri ci rende più intelligenti: confrontandoci con idee diverse dobbiamo provare a vedere le cose in maniera differente e questo porta a cambiare continuamente gli schemi cognitivi.

Intelligenza e intelligenze multiple: la teoria di Howard Gardner

Ho sempre visto con diffidenza il voler misurare l’intelligenza umana attraverso i test del Q.I. poiché questi test riguardano prevalentemente domande sul linguaggio, sulla logica e sulla matematica.

Ho avuto conferme di questa mia perplessità quando, diversi anni fa, ho scoperto la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner, il quale ha proposto il suo modello nel libro del 1983 “Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences”.

Gardner, sulla base di ricerche e letteratura su soggetti affetti da lesioni di interesse neuropsicologico, arriva a distinguere ben 9 manifestazioni fondamentali dell’intelligenza, derivanti da strutture differenti del cervello e indipendenti l’una dall’altra.

I nove macro-gruppi intellettivi individuati sono:

  • Intelligenza Linguistica: è l’intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità.
  • Intelligenza Logico-Matematica: coinvolge sia l’emisfero cerebrale sinistro, che ricorda i simboli matematici, sia quello di destra, nel quale sono elaborati i concetti. È l’intelligenza che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche.
  • Intelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio. Questa forma dell’intelligenza si manifesta essenzialmente nella creazione di arti figurative.
  • Intelligenza Corporeo-Cinestesica: chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti.
  • Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell’emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni, le costruzioni armoniche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l’uso di uno o più strumenti musicali o per la modulazione canora della propria voce.
  • Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale.
  • Intelligenza Interpersonale: riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti. Si può riscontrare in quanti possiedono spiccata empatia e abilità di interazione sociale.
  • Intelligenza Naturalistica: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi.
  • Intelligenza Esistenziale o Teoretica: rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi della speculazione teoretica, come la natura dell’universo e la coscienza umana.

Sotto questi aspetti, il significato del concetto di intelligenza è da intendersi dunque come particolari abilità di cui è dotato l’individuo.

Sebbene queste capacità siano più o meno innate negli individui, non sono statiche e possono essere sviluppate mediante l’esercizio, potendo anche “decadere” col tempo.

Oggi si comincia a pensare che essere intelligenti significhi anche essere flessibili. Ci viene richiesto di trovare soluzioni differenti per riuscire a fare le cose che siamo abituati a fare e sappiamo bene che questa varietà non piace alla nostra mente.

Tra i tipi di intelligenze utili nella vita pratica si distingue quella finanziaria. Caratteristica dell’Intelligenza Finanziariaè la capacità di prendere decisioni migliori riguardo a tutto ciò che ruota attorno alla vita finanziaria di una persona: come impostare il lavoro, come guadagnare di più, come gestire il denaro, come e dove spendere i soldi, come investirli, come tutelare se stessi e i propri cari da imprevisti, come generare ricchezza o libertà.

Intelligenza emotiva e business: qual è la relazione?

Nel 1995 Daniel Goleman ha pubblicato “Intelligenza Emotiva” e, con il suo libro, rese l’intelligenza emotiva desiderabile fino a essere una necessità nel business.

L’intelligenza emotiva è intesa come la capacità di relazionarsi con gli altri e ha come caratteristica fondamentale l’empatia. Le ricerche di Goleman indicano che un’elevata intelligenza emotiva conferisce ai leader un significativo vantaggio in termini di performance.

Si riscontra che l’intelligenza emotiva abbia un’importanza doppia (66% contro il 34%) rispetto all’intelligenza accademica o alle conoscenze tecniche per il successo sul lavoro, per tutti non solo per i leader, in termini sia di relazioni sia di produttività.

Infatti, l’intelligenza emotiva è stata inserita dal Word Economic Forum al sesto posto nel 2020 tra le soft skills ricercate dalle aziende e utili per avere successo nel lavoro e non solo.

Leggendo questo contributo molti di voi si staranno chiedendo “qual è la mia intelligenza predominante?” Chiedetevi “quali intelligenze posso sviluppare maggiormente e come posso utilizzare al meglio le mie abilità innate e svilupparne di nuove?”

Intelligenza, intelligenze multiple e intelligenza emotiva: così possiamo cambiare la nostra vita e migliorarla

Ogni forma della nostra intelligenza ci ha aiutato fino ad oggi ma, forse, la consapevolezza delle nostre intelligenze ci potrà far fare scelte che possono cambiare la nostra vita e migliorarla.