Libertà è…

Comprensione, intesa come capacità di capire come funziona la vita e quale ne sia il senso.

Credo che il senso della vita sia la ricerca della felicità, il che rimane una pura chimera fintanto non comprendi la meccanica della vita stessa. Sapere perché sei cresciuto in una determinata famiglia, con una certa situazione, perché sei ricco o povero, sano o malato, bello o brutto, nato in un paese libero o sotto una dittatura.

Una volta che comprendi il meccanismo della vita sei libero, dalle illusioni, dal vittimismo, dalle scuse, dalla paura. Chi è libero dalla paura è, praticamente, libero da tutto. È la paura la principale nemica della libertà. Chi non ha paura non sente la necessità di perdere un pezzo della propria libertà in cambio di qualcosa o qualcuno che mitighi i propri timori.

Libertà per te è…

Sapere che tutto ha un senso, che non esiste il caso e che siamo noi i soli artefici della nostra vita. Nel momento in cui ti rendi conto che ciò che ti capita non è dovuto a cause esterne, ti rendi conto che come ti sei incarcerato così puoi liberarti.

Detto così, essere liberi può sembrare bello e semplice, in realtà la conquista della libertà è fra le operazioni più terribili che si possano fare su di noi. Fintanto non realizzi che tutto dipende da te stesso puoi illuderti di essere un miserabile per colpa del destino, della sfortuna o di una divinità. Quando ti rendi conto che sei tu l’unico autore della tua vita non ti resta nessun altro da incolpare. È per questo che non tutti vogliono essere liberi. La libertà costa.

In quale dei tuoi libri emerge in modo più forte il tema della libertà?

Probabilmente negli ultimi lavori questo tema non affiora molto, almeno non nel senso che ho dato nelle risposte precedenti. Potrei dire che il protagonista del libro “Come si arriva all’alba”,ovvero Thelonius Fante sia un uomo libero, in quanto privo di ogni legame, ma sono convinto che la sua libertà non sia tanto quella, quanto la consapevolezza che quante meno cose possiede tanto meno sarà posseduto dalle stesse.

Penso che il tema della libertà sia, invece, assai più presente nei racconti, come quelli della raccolta “Forse vendicammo Hammer”. Mi viene in mente la storia dell’erborista de “L’erba del nuovo giorno”: un uomo di scienza che nel Seicento scopre una pianta che non ha nessun utilizzo pratico.

Questa scoperta sconvolge ogni sua consapevolezza: se una pianta non serve all’uomo, e cresce solo per se stessa, esattamente come l’essere umano, allora che differenza c’è tra un uomo e un filo d’erba? Se esiste una forma di vita che non ha nessuno scopo per noi, allora non siamo noi il centro dell’universo. La sua scoperta lo porterà di fronte all’Inquisizione, ma sarà proprio quella pianticella, apparentemente senza senso, a salvargli la vita.

A distanza di anni da quando fu scritto, posso dire che si tratta di un racconto sulla libertà, non solo d’espressione, ma dalle illusioni e i preconcetti.

Un’altra storia che mi fa venire in mente la libertà è “Alieni”,dove un gruppo di ragazzi di un centro sociale si barrica all’interno di un edificio occupato e, per non farsi sgomberare, finge che nel cortile siano atterrati gli extraterrestri.

Includerei anche un altro racconto “Come conquistammo il silenzio”,dove si narra di una società in cui le singole parole dei dizionari diventano proprietà di multinazionali o ricchi cittadini, costringendo gli stessi oppositori al sistema a finanziarlo se vogliono opporvisi.

Come si esprime la libertà per uno scrittore? È più libero un autore famoso o uno sconosciuto?

Nel libro “Il Buddha, Geoff ed io” l’autore, Canfor-Dumas, divide gli scrittore in quelli di serie A, B ,C ,D non solo in base al successo ma alla libertà espressiva.

Si parte da quelli più infimi, che si prostituiscono o arrivano a pagare per poter pubblicare, si passa a quelli di successo, ma che sono legati al guinzaglio del mercato, ovvero quelli che non possono uscire fuori dal loro binario collaudato, altrimenti vengono retrocessi nella divisione più bassa. Infine ci sono quelli della serie A, la Champions League degli autori, che scrivono ciò che vogliono e quando vogliono e i lettori e gli editori non possono fare altro che attendere i loro tempi. Indipendentemente dal genio di ognuno, credo che di quest’ultima categoria facciano parte coloro che non si sono mai venduti, abbiano proseguito sulla propria linea con la sola intenzione di giungere all’obiettivo stabilito, che era in primo luogo artistico e non economico. Sono stati fedeli a se stessi e alla propria arte.

La libertà esige pazienza e perseveranza, ma alla fine è l’unica via da seguire, anche in campo creativo.

Qual è la frase che ti è cara con cui vuoi chiudere questa intervista?

Per aspera ad astra. Attraverso le difficoltà fino alle stelle. Apparentemente con la libertà non ha niente a che vedere, ma è come se dicesse di non temere di prendere la strada più difficile, è battuta solo dalle persone libere, che sono davvero poche. Pertanto è una strada libera.

 

Gabriele Morandi

Fertile e poliedrico scrittore fiorentino, rappresenta una delle firme più interessanti del panorama editoriale italiano. La sua capacità immaginativa e creativa gli consente di dare vita a set narrativi particolarmente coinvolgenti, spaziando dal noir alla fantapolitica con grande fluidità ed efficacia. Laureto in Lingue e Letterature straniere, Gabriele ha vissuto in Russia e Ucraina durante il crollo dell’Unione Sovietica. Con Intrecci Edizioni ha pubblicato due thriller, Come si arriva all’alba, Respira con me e Marterdeath. Dal noir alla fantapolitica, senza disdegnare l’esoterismo, la scrittura di Morandi è visionaria, arguta, brillante, efficace. Gli scenari che la sua fertile penna sa creare affondano le radici in contesti reali e affascinanti, che Gabriele rende inquietanti e misteriosi, guidando il lettore attraverso storie la cui suspense viene tenuta fino all’ultima pagina con maestria e talento. 

Leggi tutta l’intervista a Gabriele Morandi sul nostro numero dedicato al tema Libertà