“La circolazione delle idee è come l’evoluzione naturale: proveranno a modificarla, a manovrarla, a proibirla ed etichettarla… ma non riusciranno mai a impedire che si realizzi spontaneamente”

Se ti dico “creare” cosa ti viene in mente?

La famosa frase attribuita a Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”.

E se questo concetto vale ovviamente per la chimica, credo si possa tranquillamente estendere alle idee in generale.

Le idee circolano tra le persone, senza limitazioni o barriere, come una brezza impossibile da arrestare. Sono assorbite, elaborate, quindi si trasformano in qualcosa di diverso: può essere una critica o una variante di un’idea avuta da qualcun altro, oppure una evoluzione della stessa o una semplice associazione.

Il concetto è valido ovviamente per la scrittura, ma così per ogni altra creazione artistica. Gli autori ottengono informazioni dal mondo che li circonda, dalle persone con cui interagiscono, dalle canzoni che ascoltano o dai libri che leggono.

Per questo è fondamentale preservare la libera circolazione di idee e il confronto tra persone, per questo è importante la cultura ed ugualmente fondamentale incentivare la curiosità degli individui.

In un sistema chiuso, avvolto su se stesso, le idee involvono, si deteriorano, collassano in una spirale che condurrà inevitabilmente all’impoverimento del pensiero e, di conseguenza, della persona e della società in cui vive.

Creare attraverso la scrittura per te è…

Principalmente “libertà”, nel suo senso più puro del termine. Quando scrivo mi sento libero di esprimere me stesso, la mia identità, senza timore di essere giudicato.

Che siano paure, sogni, speranze… il pensiero scorre e le parole fluiscono senza sosta. Spesso nemmeno mi rendo conto del tempo che scorre, dico la verità! Il contenuto dello scritto può essere più o meno intelligente, più o meno “commerciale”.

Non importa, credo che nessun artista operi al solo fine di vendere. Piuttosto è un modo per esprimersi, per dipingere ciò che si ha dentro oppure il modo in cui si vede il mondo.

E quando rileggo ciò che le dita hanno prodotto mi sorprendo ogni volta di ciò che covavo nel profondo. Talvolta posso arrivare anche ad averne paura… e cosa c’è di male, in fondo? È un modo come un altro per conoscersi.

In che modo nascono i tuoi libri? Qual è il processo creativo che li accomuna?

In parte è una risposta che ho già fornito: nasce tutto dalla curiosità. Fornisco un esempio che può servire a rendere l’idea.

Non molto tempo fa, ho letto della scoperta (tutta italiana, tanto per) della presenza di un lago di acqua salata sotto la superficie di Marte. E allora mi ritrovo a immaginare di balene con antenne sopra la testa o di meduse super brillanti che creano bellissimi girotondi multicolore mentre giocano tenendosi per i tentacoli.

Possono essere idee stupide? Forse, e allora? A chi importa? L’importante è non limitare la propria fantasia, in alcun modo. Come dicevo prima, da un’idea ne deriva un’altra, e un’altra ancora e via così. Poi lascio che le dita battano sulla tastiera liberamente. A volte mi fermo e mi dico “Certo che sei veramente fuori di testa!” e rido, da solo, chiedendomi se in fondo è questo il vero senso della libertà.

Narra del creare in 10 righe…

Sole dieci righe? Il mio editore riderebbe, se fosse presente, e ti risponderebbe con una frase che io stesso dissi tempo fa: “Io in dieci righe non faccio nemmeno la lista della spesa!”

Ovviamente sto scherzando, ma provo a risponderti lo stesso. Per creare bisogna semplicemente iniziare a creare. Sembra una tautologia, ma credo sia questo il segreto. Hai voglia di creare qualcosa? Bene, fallo! Che sia un romanzo, una sedia, un quadro, un nuovo abito di sartoria… perfino un rapporto umano.

Se starai fermo e chiuso in te stesso non creerai mai niente. Ed è importante creare senza timore di essere deriso o giudicato per ciò che hai creato.

Fantasy e fantascienza: tu affermi che in realtà sono due facce della stessa medaglia. Spiegami.

Fantasy e fantascienza sono due prospettive della realtà, diverse negli schemi ma simili nei contenuti. Al centro rimane sempre l’essere umano, la sua consapevolezza, la sua ignoranza, e le conseguenze di questa ovvia antinomia. Alla fine, credo che tutto si risolva in una semplice verità: l’informazione è potere, qualsiasi sia la sua forma.

Prendi, ad esempio, l’arrivo della televisione nelle nostre case, nel dopoguerra. Nelle prime settimane, le famiglie si riunivano intorno al tubo catodico per assistere a quello spettacolo meraviglioso e quasi magico.

Sapevano che si trattava di una nuova tecnologia, ovviamente, eppure si agghindavano a festa quasi avessero il timore che, dall’altra parte, il presentatore in studio potesse a sua volta vederli.

O prendi gli odierni smartphone: tutti, persino i bambini, li sanno usare, ma ben pochi sono consapevoli dei meccanismi che li fanno funzionare. Nessuno con un minimo di senno definirebbe quella una forma di “magia”, eppure rimane il fatto che il controllo di quella tecnologia rende le aziende che la producono, oppure che la usano per i loro servizi, a volte più potenti delle stesse nazioni, sia in senso economico che culturale.

Non sono questi alcuni temi cari alla fantascienza? Fantasy e fantascienza sono soltanto due maniere diverse di approcciare il discorso, ed è proprio su questo semplice pensiero che si basa la saga di “Luna”.

Antonio Alvares

Catania, 1986. La scrittura è sempre stata la sua passione e, dopo molte esperienze anche nel campo dei Giochi di Ruolo, in qualità sia di narratore che di giocatore, si è fatto una sola convinzione: che fantasy e fantascienza siano due facce della stessa medaglia, e che, per raggiungere la verità si debba raccontarle entrambe. Nel 2016 ha pubblicato, con Intrecci Edizioni, il libro “Luna – Il Sequestratore di graal”; nella primavera 2019 “Luna – La notte dell’Homecoming”, sempre con Intrecci Edizioni.

Intervista uscita sul numero 3 “Creare” di 78PAGINE – SFOGLIA ORA LA RIVISTA