di Fabio De Luca e Ambrogio Scognamiglio

Quante volte vi è capitato di uscire da un evento con la sensazione di essere stati investiti da un treno? Quante volte, invece, vi siete sentiti coinvolti, emozionati e pieni di energia?

Chi si occupa di comunicazione è in grado di provocare effetti, a volte, stupefacenti. In parte perché stupiscono chi è presente, in parte perché generano cambiamenti chimici dai notevoli effetti.

I formatori e i coach, utilizzando la comunicazione come mezzo per far evolvere i talenti dei discenti, sono così in grado di modificare la D.O.S.E. di chimica corporea dei loro partecipanti. Lo fanno con le parole, con la voce, con il corpo, con delle attivazioni, con dei giochi, con le storie.

Ogni strumento permette di cambiare lo stato di fisico e chimico dell’altro.

Tutto ciò, però, avviene in modo, tante volte, inconsapevole. Poche persone sono formate da questo punto di vista.

Tutto ciò è particolarmente evidente all’interno delle strutture aziendali. Non a caso, per introdurre questo fenomeno, un giorno ci è venuta in mente una storia, una favola…

Lavorare al meglio anche all’interno dell’azienda Cortìsolemik

C’era una volta, in un paese molto lontano, un’azienda che si chiamava Cortìsolemik. Non si capiva bene cosa producesse, cosa vendesse e quale vantaggio portasse alla società. Fatto sta che stava là, con i suoi capi e i suoi dipendenti.

Il cielo su Cortìsolemik era perennemente grigio e, all’interno delle mura, si respirava un’aria pesante, talmente pesante che le schiene dei dipendenti s’incurvavano appena mettevano piede all’ingresso e le teste dei capi facevano fatica a restare dritte sul collo.

I Dipendenti dalle Schiene Curve non riuscivano a guardarsi negli occhi per parlarsi e, molto spesso, capitavano fraintendimenti, lamenti, tormenti e rodimenti.

I capi, che non riuscivano a tenere dritta la testa sul collo, si muovevano all’impazzata, sembrava guardassero tutto e tutti, ma capivano poco e niente di ciò che gli accadeva intorno.

Gli affari di Cortìsolemik non andavano bene per niente, eppure i Dipendenti dalle Schiene Curve facevano il loro lavoro e i Capi dalle Teste Pesanti facevano fare il loro lavor … Com’era possibile ciò? Perché, nonostante il duro impegno, Cortìsolemik si ammalava sempre di più?

 Un giorno, il ventordici ottembre per la precisione, uno dei Capi dalla Testa semi-Pesante, preso dalla disperazione per la situazione e dopo aver provato ogni soluzione, si rivolse a un gruppo di dottori un po’ folli e un po’ affamati sperando di poter “guarire” l’azienda.

I dottori, che avevano studiato alla Facoltà di Intendere e di Volere della città, si presentarono con seraficità di fronte ai Capi dalla Testa Pesante e iniziarono a far domande esplorative e curiose. Domanda dopo domanda, fu chiaro, nelle loro menti, che c’era bisogno di una D.O.S.E.

Fu somministrata allora la Dopamina per ricompensare e gratificare i Dipendenti dalla Schiene Curve, l’Ossitocina per favorire l’abc del contatto umano (Abbracci, Baci e Carezze), la Serotonina che apre la strada al buonumore e l’Endorfina che riduce il senso di fatica prolungata.

Dopo le prime infusioni, le schiene dei dipendenti iniziarono a raddrizzarsi, le teste dei capi si alleggerirono magicamente e, dalle finestre, faceva capolino un timido raggio di sole che mai prima si era visto a Cortìsolemik.

Il lavoro più lungo, arduo, e complicato fu quello di insegnare a ogni singolo impiegato come auto-produrre la giusta D.O.S.E. quotidiana, che permettesse all’azienda di alternare dopamina, ossitocina, serotonina, endorfina e cortisolo per rinascere e fiorire. Ci vollero molti mesi, a volte distesi a volte tesi, per capire l’importanza vitale di un “Grazie”, di una mano tesa, di un sorriso in più, di un valore profondo da cercare insieme…

 Man mano che la D.O.S.E. si autoproduceva, spuntavano nuove emozioni, sensazioni e attivazioni nelle menti ormai sgombre di tutti. I dipendenti dalle schiene curve si tras-formarono in Indipendenti dalle “curve che raddrizzano tutto” (i sorrisi) e i capi dalle teste pesanti si tras-formarono in Guide dai Cuori leggeri.

Si capì finalmente anche cosa produceva l’azienda, cosa vendeva e quale vantaggio portava alla società, ma, questo, per “praivasi e polisi” aziendale non può essere svelato …

Tu, che sei arrivato/a a leggere sin qua, meriti di sapere che anche tu sei dotato/a naturalmente della giusta D.O.S.E. e che, se mai ti dovesse capitare di smarrirne un po’ o di non vedere l’immediata utilità, puoi affidarti a un “dottore” folle e affamato di Umanità.

Modello D.O.S.E. per attivare i neurotrasmettitori del benessere

Leggendo la storia si può intuire cosa sia il modello D.O.S.E.

Ci siamo resi conto, infatti, che manca uno strumento di formazione per diventare consapevoli dei mezzi in nostro possesso per cambiar l’energia corporea.

Possiamo allenare le persone all’uso consapevole della chimica corporea: i neurotrasmettitori del benessere.

  • Dopamina: il senso di gratificazione che si genera quando accettiamo le sfide, otteniamo dei risultati, prendiamo delle scelte importanti per noi stessi.
  • Ossitocina: il senso di appartenenza w di fiducia che nascono grazie a una prossemica molto “vicina”.
  • Serotonina: il buon umore che è legato a un uso consapevole del sorriso.
  • Endorfine: il senso di rilassamento e di assenza di dolore che derivano da un uso consapevole del respiro.

A questi quattro neurotrasmettitori, se ne aggiungono due, che attivano l’energia mediata dal sistema simpatico: cortisolo (attenzione focalizzata) e adrenalina (energia esplosiva).

Non abbiamo scelto a caso di trasferirvi il modello con una storia. Chi ci conosce sa quanto amiamo utilizzare i racconti e le storie. Nella ricetta della vita, le nostre storie, quelle che leggiamo, ci raccontiamo, viviamo, sono gli ingredienti che la rendono saporita.

Non avevamo mai compreso il perché fino quando non abbiamo identificato la relazione tra storie e chimica corporea. Così, solo una storia poteva introdurvi in modo profondo e toccante questo tema.

Infatti, tutti, ogni mattina, vediamo tante persone che vivono, o meglio sopravvivono, con la schiena curva, con il cortisolo al massimo e percorrono il proprio miglio verde lavorativo come una condanna.

La loro vita personale e professionale sembra segnata. Non sembra possibile avere scelta. Il lavoro può essere vissuto solo con fatica e noia, oppure, con tanto cortisolo. Nessuna via di mezzo.

Impariamo a cambiare i nostri stati d’animo con il Modello D.O.S.E.

Eppure, con il modello D.O.S.E., abbiamo compreso che si può “imparare” a cambiare i propri stati d’animo, per cambiare la D.O.S.E. di emozioni che ci attraversa, per passare dalla noia, o dall’estrema attivazione, a un sano equilibrio di tutto lo spettro delle emozioni.

Abbiamo scoperto, approfondendo la plasticità del cervello, anzi dei cervelli, che serve allenamento, condito da un po’ di sana follia e diventa ancora più divertente quando si trovano buoni compagni di viaggio.

A volte, è sufficiente una sana battuta al momento giusto. Altre volte una musica dolce realizzata a 432 Hz. Altre volte ancora, una camminata veloce all’aria aperta. Non dimentichiamoci che anche fare domande autenticamente interessate, o abbracciare con dolcezza, porta a cambiamenti importanti. Tutte azioni che fanno parte della nostra vita di cui, forse, non abbiamo consapevolezza degli effetti profondi.

Il modello D.O.S.E. ha studiato diversi strumenti tecnici e pratici, correlati a ciascun neurotrasmettitore, da inserire, a tutti gli effetti, nella valigia degli strumenti dei formatori e dei coach e non solo.

Nella speranza di avervi aumentato la D.O.S.E. di curiosità, siamo a disposizione per confrontarci su questo bellissimo mondo chimico corporeo.