di Marzia Iori

Partenza per le vacanze, finalmente ci siamo, ero così stanca che non ne potevo più.

La nostra Ape è lì che ci aspetta. Ieri l’abbiamo lavata e pulita, ora è tutta rilucente. L’abbiamo chiamata “la nostra navicella spaziale” perché oltre a essere piccola, è anche essenziale e come una navicella ci porterà nello spazio.

Io per abituarmi già all’idea dello spazio mi sono comprata un bell’ombrello rosso che mi servirà per ripararmi dal sole e dall’acqua, mentre mi metterò in piedi, in mezzo ai bagagli sul cassone.

Valigie? Non siamo riuscite a portarne poche: tre io e tre Paola.
Ora mi trovo circondata da valigie. “È impossibile che cada” grido a Paola e lei, affacciandosi dal finestrino della posizione di guida, ride.

“Mi raccomando non andare troppo forte” e poi aggiungo “io da dietro ti darò la direzione giusta!”
“Sì, brava! Altrimenti se lasci fare a me chissà dove andremo” mi risponde a voce alta Paola, mentre accende la musica ad alto volume.

Io mi posiziono meglio sul cassone dell’Ape e dico: “Sempre dritta Paola, non puoi sbagliare!”
Felici come due bambine piccole, partiamo per il nostro viaggio spaziale.
“Sempre dritta Paola”.
Lei sporge la sua mano sinistra e mi fa il segno dell’ok.

All’improvviso sento schiamazzi e urla di uomini. Non riesco a girarmi ma intuisco che sono tanti. Istintivamente grido: “Corri Paola, schiaccia l’acceleratore, qualcuno ci sta seguendo!”
E Paola: “Sono uomini? Sono belli?”
“Non lo so, non riesco a vederli, li sento e basta, mi sembrano molti ed anche arrabbiati …”

Quella mattina, dalla finestra del suo studio nella casa di cura per anziani “Dolce Gesù”, il Direttore Dott. Martini osserva divertito la scena di due anziane ospiti. Impossessate dell’Ape di servizio girano in tondo nel giardino, mentre i giardinieri, arrabbiati, cercano di rincorrerle per riprendersi il loro piccolo mezzo di lavoro, che le due, in un attimo, hanno riempito di valigie.

Racconto pubblicato all’interno di 78PAGINE numero 11 – Passione