di Filippo Sottovia

Mi sono reso conto, ben presto, di vivere in un sistema ipocrita: dice di essere quello che non è, fa quello che dice non si dovrebbe fare.

Negli anni ’80, se non avevi almeno tre obiettivi per ogni area della tua vita, non avevi una personalità. Il concetto di arrivismo degli yuppies, dalla vita più che soddisfacente costellata di piccoli obbiettivi, raggiungibili e misurabili (solo cosi avrai soddisfazione) è superato dai visionari. Gli obiettivi non sono tutto e, a volte, sono il nostro più grande ostacolo: il non raggiungerli genera insoddisfazione e blocco.

Organizzazioni come Coca Cola, ad esempio, hanno bandito la pubblicazione dei risultati trimestrali, poiché influenzavano troppo decisioni a breve termine che potevano danneggiare l’azienda nel lungo termine. Indicatori come lo spread, fanno cambiare e cadere anche i governi delle nazioni. Le fake news modificano i sentimenti della gente.

Io mi sento un po’ speciale…

Penso che questo sentire sia dato da tante esperienze di vita vissuta. Sinceramente, fino a non molto tempo fa, pensavo che tutti si sentissero un po’ speciali. Conoscendo meglio “la gente” mi sono reso conto che spesso non è cosi. C’è gente che si sente nella media, che non ha grandi ambizioni o progetti e che, quindi, si comporta in maniera mediocre, nell’accezione più positiva del termine: sta nella media.

È, quindi, facilmente prevedibile, quasi come nella teoria dei massimi sistemi di Galileo. Ora si possono pensare, e con l’aiuto della tecnologia applicare, modelli matematici che predicono il comportamento della gente, dell’economia e anche taluni accadimenti, proprio come l’elezione “a sorpresa” di Donald Trump, (per me non è stata una sorpresa).

Si vive per il futile “divertimento del fine settimana”, si lavora una vita per raggiungere il momento del non lavoro, “la pensione”. C’è chi vede in questo, una diffusa tendenza alla mediocrità, l’obiettivo di un disegno occulto di governo mondiale ma credo sia soltanto un effetto naturale. Abbiamo, a mio modo di vedere le cose, raggiunto un momento di saturazione e come accade in natura, siamo arrivati finalmente al momento dello scoppio.

Il momento dell’apocalisse e le competenze trasversali

Purtroppo, ci stiamo avvicinando al momento di scoppio anche secondo “l’orologio dell’apocalisse” che, nella mezzanotte del pianeta, simboleggia la fine del mondo mentre i minuti precedenti rappresentano la distanza ipotetica da tale evento. Originariamente la mezzanotte rappresentava unicamente la guerra atomica, mentre dal 2007 considera qualsiasi evento che può infliggere danni irrevocabili all’umanità (come ad esempio i cambiamenti climatici). Oggi abbiamo raggiunto il peggior momento storico: i leader mondiali non sono riusciti a contrastare le minacce di guerra nucleare e il cambiamento climatico. È il maggior avvicinamento dell’orologio alla mezzanotte, alla pari del 1953.

La consapevolezza di vivere in un momento di cambiamento totale, apre sempre di più la possibilità a chi, come me, ha collezionato un bagaglio di competenze ed esperienze trasversali, di emergere con la fantasia o meglio con l’immaginazione.

Il modello Star Trek per un mondo possibile!

Fino a pochi anni fa, l’uso prevalente di visionario(che è sia nome sia aggettivo, come segnala l’Accademia della Crusca) conosceva connotazioni essenzialmente negative, legate all’idea che avere delle visioni significasse soprattutto ingannarsi, vedere ciò che non c’è, essere poco padroni di sé. Il cambio di connotazione è avvenuto come aggettivo riferito a imprenditori e manager di successo: Richard Branson, Elon Musk, Steve Jobs sono, a detta di tutti, visionari in quanto portatori di innovazione e precursori del futuro. Ecco, io mi sento un visionario da quando ho iniziato a “costruire” il mio motto: #condivisione in tempo reale, #sincronizzazione, #azione.

Parlo di informazione, comunicazione e tecnologia applicata alla realtà di tutti i giorni. Prima i dati sono resi in forma digitale e prima potranno essere trattati, analizzati gestiti da algoritmi, intelligenza artificiale e apprendimento automatico. Questa è solo la base del grande momento di cambiamento che stiamo vivendo, forse inconsapevoli del fatto che ormai tutto quello che è possibile immaginare può essere realizzato.

Ed è qui che arriva la mia visione, liberamente ispirata dalla serie degli anni ‘60 “Star Trek”, che spesso viene contrapposta a Star Wars. Ritengo che non sia totalmente antitetica ma sottolinea con maggior enfasi l’esplorazione e la condivisione della crescita. Infatti, penso che tutti vogliano un futuro ottimistico, con tratti utopici in cui l’umanità ha raggiunto le stelle, unendosi con altre specie a formare una Federazione dei pianeti uniti e risolvendo tutti i maggiori problemi che assillano il pianeta Terra.

Il Pianeta Terra di Star Trek è un pianeta meravigliosoalmeno quanto l’Utopia di Tommaso Moro del 1516: le guerre sono un lontano ricordo, le malattie più comuni sono state debellate. La società, anche se ordinata per gradi, sembra tendere a quello che è il vero concetto di anarchia: una libera e totale associazione di individui. Tutti lavorano con un obiettivo comune, approfondire la conoscenza umana, superare i confini conosciuti esplorando l’ignoto, senza distinzioni di genere, religione e razza.

Ecco, raramente anche nella fantascienza si spiega e si racconta il “come” siano stati risolti i problemi prima del “contatto”. E sono attuali ora, quanto mai prima, questioni come fame, sovrappopolazione, discriminazioni etniche, divisioni politiche e guerre, fonti di energia ed equilibrio ambientale. Suppongo che questo sia potuto avvenire grazie anche agli stimoli sociali e culturali derivanti dal contatto con civiltà extraterrestri, più progredite non solo dal punto di vista tecnologico ma, non di rado, anche etico e sociale.

Io penso, invece, senza tirare in ballo gli alieni, che il rapporto causa-effetto si stia verificando proprio ora con il decadimento delle ideologie politiche, il senso di necessità di problem solvers, che andranno a sostituire i politici, con lo sviluppo a velocità esponenziale della tecnologia, già descritta dalla legge di Moore del 1965.

Si sta preparando l’avvento dell’intelligenza artificiale e di una società 5.0, dove le giuste leggi sono generate da intelligenze artificiali che valutano stato di fatto e conseguenze. Saranno leggi non disumane ma così giuste da rendere facile e agile la vita delle persone affinché possano essere governate grazie alla fiducia nella tecnologia, che questa si dovrà conquistare.

Quindi, la tecnologia diventa come un credo, come è stata già descritta da Asimov con le tre leggi (più una, la zero) della robotica.

  • Legge zero: Un robot non può recare danno all’umanità, né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l’umanità riceva danno.
  • Legge uno: Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  • Legge due: Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  • Legge tre: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Il problema è cosa fare prima, per raggiungere quel minimo di dignitosa evoluzione che possa sbloccare la famosa prima direttiva di Star Trek. Anche se esistessero tutte queste organizzazioni interplanetarie, sarebbero vincolate dal non intervento: “La prima direttiva vieta tutti i contatti che potrebbero influenzare le civiltà meno progredite inquinandone lo sviluppo culturale, in tutti quei mondi il cui progresso tecnologico non è ancora giunto alla scoperta della propulsione a curvatura, tecnologia che permette alle navi stellari di superare la velocità della luce e di conseguenza il viaggio interstellare, aprendo la via al contatto con altre forme di vita e civiltà.”

Come disse Ronald Reagan a Gorbachev nel 1985 verso la fine della guerra fredda, “solo un contatto alieno potrebbe unire tutto il genere umano” e quindi un saluto intergalattico a tutti, e che Dio ce li mandi buoni!

Lunga vita e prosperità.