Recensione Antologia di Spot River

Antologia di Spoon River

Autore: Edgar Lee Masters
Editore: Einaudi
Pagine: 554
Prezzo di copertina: 14,00 euro
ISBN: 9788806219611

Edgar Lee Masters racconta, in questa raccolta di poesie di stampo narrativo, il microcosmo di Spoon River un piccolo paesino immaginario degli Stati Uniti.

Ogni poesia è un personaggio che si racconta. La genialità sta nel fatto che l’autore fa in modo che i personaggi si raccontino dopo la morte, non avendo così più nulla da nascondere della propria vita, dagli amori alle ambizioni e ciò che di buono o di nefasto hanno commesso in vita.

E’ una raccolta in grado di indagare quasi tutte le categorie umane, mestieri e ceti sociali, riuscendo ad abbracciare un’ampia gamma di rimpianti, glorie e aspirazioni umane.

C’è chi cercherà di fuggire, chi per timore dell’incerto passerà la vita a non agire attendendo che succeda qualcosa per pentirsene in punto di morte, chi rifiuterà l’amore morendo solo e chi lo seguirà fino a morirne e ancora chi farà fortuna e chi, la propria fortuna, la dilapiderà in nome dell’arte. Queste e tante altre sono le vite dei personaggi di cui Lee Master ci consegna un meraviglioso spaccato. Ho conosciuto questo meraviglioso libro, giunto in Italia grazie a due eccezionali letterati come Cesare Pavese e Fernanda Pivano, quando ero giovanissimo e, come molti, grazie a “Non al denaro non all’amore né al cielo”, fantastico disco di Fabrizio De Andrè, per poi perdermi estasiato nella sua lettura, qualche anno dopo.

Una raccolta di poesie atipica ma consigliata, in grado di donare al lettore una visione completa su quanto l’uomo possa provare di più gretto e di più alto. E’ anche un’esauriente risposta alla domanda “che cosa ci attraversa?”