il dio delle piccole cose

Il dio delle piccole cose

Arundhati Roy (Autore), C. Gabutti (Traduttore)
Editore: TEA
Pagine: 357
Prezzo di copertina: 10,00 euro
ISBN: 9788850248643

Un romanzo amaro dalla trama complessa dove presente e ricordi sembrano mescolarsi senza soluzione di continuità; numerosi gli intrecci che toccano ogni personaggio, ognuno con i propri fantasmi e dolori, ognuno con la sua vita inevitabilmente condizionata proprio da quelle piccole cose che li rendono unici, quelle piccole cose che possono cambiare tutto.

L’autrice porta, abilmente, il lettore verso terreni poco conosciuti nella letteratura occidentale, lungo sentieri non battuti, trattando con una scrittura fluida, benché a tratti complessa, un amore impossibile perché regolato da leggi non scritte dalle quali pare impossibile affrancarsi.

Ma l’amore non è mai davvero impossibile ma porta con sé conseguenze e paura, citando l’autrice: “La paura della civiltà di fronte alla natura, dell’uomo di fronte alla donna, del potere di fronte all’impotenza. L’impulso subliminale che l’uomo ha di distruggere quello che non può né sottomettere né divinizzare”.

Un romanzo che richiede pazienza, che va letto con calma ma capace, una volta entratoti dentro, di lasciare il segno a lungo.

L’India degli anni ’60 è ancora un paese di tradizioni e divisioni sociali inviolabili. Tradizioni secondo le quali una donna divorziata non ha più alcuna posizione; Ammu è figlia di un alto funzionario, un entomologo imperiale, e dal giorno in cui ha lasciato il marito è tornata nella casa in cui è cresciuta portando con sé i suoi figli.

È proprio tramite i loro occhi, quelli di Estha e Rahel, gemelli dizigoti, che sarà narrata la più triste delle storie d’amore. Perché se una donna divorziata in India non ha più alcun diritto, ciò non vuol dire che possa permettersi l’impensabile: innamorarsi di un paria, un intoccabile, per questo non vi è alcuna comprensione né perdono.