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Il libro delle case

Autore: Andrea Bajani
Editore: Feltrinelli
Pagine: 256
Prezzo di copertina: 17,00 euro
ISBN: 9788807034336

“Il Libro delle case” è un libro raro dove, fin dalle prime righe, si riconosce un punto di vista narrativo insolito tanto da stupire il lettore, lasciandolo, addirittura, inizialmente quasi disorientarlo. Ma una volta addentratosi tra le pagine, giusto il tempo di assimilare la visione dell’autore, è tutta una scoperta, una piacevolissima scoperta.

Andrea Bajani compie l’esegesi di una vita per mezzo delle case, un’operazione che ha della ricostruzione filologica: il protagonista, colui di cui viene raccontata la storia, quasi un elemento passivo, non è solo un pronome personale, è un “Io” che è alla fine un “ognuno”; la storia di tutti noi passa inevitabilmente dalle case che abbiamo abitato, quelle reali e quelle ricostruite nei nostri ricordi, dimenticate o idealizzate.

Tutti ricostruiamo ciò che siamo stati anche per mezzo dei posti in cui abbiamo vissuto.

Un romanzo fuori dai canoni classici, luoghi pubblici e privati, stanze arredate e appartamenti signorili, perfino case su ruote e luoghi impalpabili della memoria, settantotto istantanee di un romanzo atipico e davvero da leggere.

“Io” è il protagonista di questa storia. O forse no, forse è solo il legante di questa storia, le protagoniste sono le case, sue e non, quelle che ha abitato, quelle in cui è stato solo di passaggio, protagonista, ospite abusivo, amante o marito, quella dove è nato, quella che lo ha visto scoprire il sesso, litigare, isolarsi, apprendere, la casa che lo ha visto formare una famiglia nuova e quella in cui si è sgretolata quella vecchia.

E così, dalla fine degli anni ’70 ai primi due decenni del nuovo millennio, “Io” vive settantotto diversi quadri, diverse case, alcune le abita, altre le sfiora, ognuna porta impressa nelle sue pareti le storie di chi vi è passato, muri impregnati di storie che le case osservano e, in modo silenzioso, raccontano, avanti e indietro nel tempo in un’esistenza raccontata per planimetrie dove i luoghi della narrazione non sono più lo sfondo ma attori principali del racconto.