L'uomo che piantava gli alberi

L’uomo che piantava gli alberi

Jean Giono (Autore), S. Mulazzani (Illustratore), L. Spagnol (Traduttore)
Editore: Salani
Pagine: 52
Prezzo di copertina: 8,00 euro
ISBN: 9788893811651

Jean Giono inventa un personaggio stupendo, un uomo che è piena metafora di ciò che ognuno può fare se dominato dal fuoco sacro di una missione e disposto a mettere in campo pazienza e laboriosità.

La natura, dotata di grande intelligenza, fa sempre il possibile per rigenerarsi, e se anche sarebbe sufficiente non ostacolarla, dovrebbe essere nostro dovere, di tutti noi, fare il possibile per aiutarla, risarcirla di ciò che molti di noi le hanno tolto nei secoli.

Ma questa piccola favola morale per tutte le età estende il suo significato oltre la salvaguardia e tutela dell’ambiente che ci circonda, parla del potere dell’individuo, del singolo che quando mosso da disinteressata passione può cambiare il mondo, come una singola goccia che perseverando scava le rocce, e se una sola goccia può fare questo, migliaia di gocce sono una cascata che scanala le montagne: insieme si può.

Da leggere.

Un uomo, un’escursione ai piedi delle alpi provenzali, intorno a lui solo cespugli di lavanda selvatica: è in questo contesto che il narratore incontra Elzéard, un pastore di poche parole che non esiterà, però, ad offrirgli l’acqua della sua borraccia e ad ospitarlo.

L’uomo deciderà così di seguirlo durante il suo lavoro scoprendo la sua storia: rimasto vedovo aveva deciso di cambiare il luogo desolato in cui viveva, negli ultimi tre anni aveva piantato centomila ghiande, convinto che ciò avrebbe portato alla nascita di almeno diecimila querce.

Dopo questo incontro il narratore tornerà periodicamente a trovare il nuovo silenzioso amico che semina ghiande e attende con pazienza di vedere crescere una foresta. E a ogni visita non può che stupirsi vedendo una landa deserta ricoprirsi di querce, faggi e betulle, e in virtù di ciò l’acqua tornare a scorrere nei ruscelli un tempo secchi e il paese ripopolarsi di gente che, inconsapevole, deve la propria felicità al sogno di uomo.