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La piccola Parigi

Autore: Massimiliano Alberti
Editore: Infinito Edizioni
Pagine: 206
Prezzo di copertina: 15,00 euro
ISBN: 9788868614645

Massimiliano Alberti giunge alla sua seconda fatica letteraria, e se lo stile, ironico e pop, diretto ma non per questo privo, quando necessario, di pieghe riflessive, rimane lo stesso, diversissimo è l’argomento. Questa volta l’autore gioca in casa e ci racconta un piccolo gioiello incastonato nella sua Trieste, quella Piccola Parigi che, nella pregevole introduzione firmata da (niente meno) Brigitte Bardot, si dice non essere un sogno ma esistere davvero.

Ancora una volta i personaggi di Alberti ci raccontano se stessi finendo, inevitabilmente, per farci empatizzare con loro, con quella ricerca di un posto, il proprio posto nel mondo, che ognuno, nella propria vita, anela di trovare. Un romanzo godibilissimo e pieno di gatti che cerca, nel suo piccolo, di rendere giustizia a un angolo dimenticato e prezioso del nostro paese, che come tanti altri meriterebbe di essere valorizzato.

Questa è la storia di un posto dove le storie si incrociano, compresa la Storia, quella con la esse maiuscola che vide le truppe napoleoniche edificare una città nella città: una Piccola Parigi nel cuore di Trieste. E così il lettore scoprirà quella di Tullio, fuggito dal quartiere con la madre e della sua cassetta della posta tragicamente abbattuta e mai riparata e quella di Christian, che dalla casa, custode di un prezioso segreto, in cui vive con la nonna, non se ne andrà mai, prigioniero di un animo fragile e dell’eroina.

E poi c’è Lorenzo che questa storia non solo la vive ma la racconta, la storia di un quartiere che ti rimane dentro, anche quando cerchi di fuggire lontano, sia essa un’altra città: Milano, Bordeaux, persino l’Australia, non cambia nulla, le radici restano dove sei nato, come una maledizione o come un appiglio e, a volte, come uno slancio.