di Gianluca Grossi

Schadenfreude – significato ed etimologia del termine

Avete presente quel brivido di gioia che si prova venendo a sapere le sciagure di qualcun altro? Ecco, se non lo avete mai provato siete delle brave persone, ma in quel caso probabilmente avrete sospettato che qualcuno lo abbia sperimentato nei vostri confronti.

È quel sentimento da nascondere perché crudele, ma che talvolta non si può reprimere, pur sfoderando la migliore faccia triste e dispiaciuta nella vita.

Gli antichi greci la chiamavano epichairekakia (rallegrarsi del male) e i romani malevolentia (da cui deriva il nostro “malevolenza”) ma oggi la parola usata più di frequente è questo termine tedesco che si compone di schaden (danno) e di freude (piacere) e sta a indicare il godimento illecito della sfortuna altrui, ben diverso da un sentimento più diretto come può essere il compiacimento.

Il filosofo romano Lucrezio sosteneva che il diletto nell’assistere ai problemi di un’altra persona non è immorale, ma è la consapevolezza di essere immuni a tali affanni, perché non è noi che stanno affliggendo in quel preciso momento.

Ma siamo attratti dalle sventure altrui per varie ragioni. Ad esempio vedere un nostro concorrente o rivale che fallisce ci fa sentire bene perché pensiamo, a torto, che a quel punto a noi le cose andranno benissimo.