di Giada Ales

Se sei così intelligente, come fai a non capire?

Credo di aver sentito questa frase, rivolta a me o ascoltata da altri, milioni di volte, ormai.

Probabilmente, a queste parole (e alla loro versione accademica “È intelligente ma non si applica”) devo ciò che faccio oggi come lavoro. Perché, per quanto gli altri abbiamo sempre provato a capire il mio modo di funzionare cognitivamente ed emozionalmente, ero sempre quella fuori schema. Non si riusciva a classificarmi, a stabilire in via definitiva se ero sveglia, pigra, intelligente, troppo sensibile, esagerata, furba…

Fuori sincronia o Alto Potenziale Cognitivo?

Oggi, come coach, lavoro esattamente con persone che si sono sentite o si sentono tutt’ora così: fuori sincronia con il resto o quasi del mondo, con un funzionamento neuro atipico definito Alto Potenziale Cognitivo (APC).

Nella letteratura scientifica odierna non c’è una definizione univoca in merito. Questo perché essa subisce una inevitabile serie di variazioni legate al contesto sociale e culturale in cui viene identificata, ma anche al periodo storico e a come le potenzialità evidenziate emergono in ogni singolo individuo. Tra le varie descrizioni quella comunque più condivisa è la seguente:

Complessa costellazione di caratteristiche personali, genetiche e comportamentali che si esprimono, o hanno la potenzialità per esprimersi, in determinate aree, in un dato momento temporale e in una specifica cultura (Keating, 2009; Worrel e Erwin, 2011).

Ecco qui! Semplice: chi ha un Alto Potenziale Cognitivo ha in sé le potenzialità di poter dare e avere risultati straordinari soprattutto se supportati, in particolar modo dall’ambiente familiare e da quello scolastico. Quindi, se è pur vero che così si nasce, è altrettanto vero che possedere uno o più talenti non è garanzia di successo o di elevate prestazioni di performance nella vita. Solo il contesto in cui si vive e gli aspetti motivazionali (adeguatamente sostenuti) potranno determinare lo sviluppo e la massima espressività dei suoi talenti.

[CONTINUA]

 

Giada Ales

Libera professionista come life e shadow coach, lavora con bambini e ragazzi plusdotati, in alleanza con le loro famiglie e le scuole, e progetta percorsi di sviluppo personale per adulti plusdotati e multipotenziali.

“La passione nell’accompagnare i clienti nasce dal credere profondamente che ognuno di noi, se lo vuole, ha in sé tutte le potenzialità e gli strumenti necessari per realizzare la vita che più lo renderebbe completo. La difficoltà non è nel realizzarla, ma nel fare la prima, fondamentale scelta di essere felici, appagati e se stessi”.