Intervista a Daniele Nonnato

La completezza della persona e il suo rispetto sono innesti che garantiscono un successo più grande.

Che cosa è per te il successo?

Pensando al successo, la prima cosa che mi viene in mente è l’insuccesso. C’è una stretta assonanza tra successo e insuccesso, perché sono proprio le situazioni della vita più dure che ci danno la spinta verso una direzione, che è una strada continua e non un punto di arrivo, che io incarno nella parola successo.

C’è chi distingue essere di successo dall’avere successo. Cosa ne pensi?

Per me il successo è “essere di successo” e non “avere successo”. Il successo è strettamente legato alla sfera personale ed è un modo di essere. Il successo si declina attraverso aggettivi legati a chi sei tu come persona e al tuo rapporto con gli altri e l’ambiente che ci circonda. Successo è riuscire a stare in equilibrio tra i due estremi della vita.

È un po’ come percorrere un argine di un fiume, in quelle strisce di terra che si formano tra lembi d’erba verde dove da un lato c’è il buio e dall’altro la luce estrema. Sai che puoi cadere da una parte o dall’altra, ma tanto quanto il buio della vita ci fa cadere allo stesso modo la luce estrema ci abbaglia. Quindi, bisogna stare in equilibrio nel mezzo.

Per capire il punto di equilibrio bisogna mettersi in gioco e fare ciò che la vita ci chiede. Il successo e il comportarsi “bene”, in modo etico, rappresentano la sostenibilità anche rispetto agli altri e al pianeta. Il successo è trovare il proprio giusto modo di essere, nel dare una direzione corretta a se stessi e agli altri.

Dal punto di vista imprenditoriale che cosa è visto come successo e non lo è?

Quello personale a discapito degli altri, delle persone e del pianeta non è un vero successo. Devi dare anche successo agli altri, in modo sostenibile. Se questo non avviene, è un totale insuccesso.

Che successo è quello a scapito di qualche altro? Successo dal punto di vista imprenditoriale è anche vivere e interagire con i competitor, perché non si è soli ma si è collocati all’interno di un sistema. Si dice che siamo belli perché siamo in tanti e complementari: dobbiamo cercare di essere in osmosi gli uni con gli altri.

Così il successo è incentivazione di se stessi, degli altri, creazione di bellezza e rispetto dell’ambiente.

La creazione di successo coinvolge altri e li fa stare bene. Bisogna scegliere se essere ragni che si nutrono del proprio ventre o api che producono miele per gli altri. Siamo arrivati a un punto di non ritorno del commercio e dell’industria per come li abbiamo visti in questi ultimi anni. Ora sono necessari nuovi innesti, che sono rappresentati dalla realizzazione delle singole persone, ad esempio.

La completezza della persona e il suo rispetto sono innesti che garantiscono un successo più grande e legato alla dimensione delle persone. Veniamo da anni in cui le persone sono state trattate come numeri. Se la persona si sente bene, crea successo anche per gli altri.

Leghi il successo alla felicità?

Sì, assolutamente.

Che cosa è per te la felicità?

Mi viene in mente il mito della caverna di Platone. L’uomo è felice nella conoscenza continua. Per conoscenza intendo quella di sé, degli altri e quella delle cose che ci circondano.

Qui sta il punto della felicità: è riuscire a rompere la fatica di alzarsi in piedi, girarsi verso la luce e camminare. La felicità è studiare, nel senso di ricercare la propria luce di conoscenza, di sé, degli altri, della materia specifica e di quello che c’è intorno.

Dalla conoscenza nascono le arti, il commercio e molto altro. La felicità è legata alla formazione e allo studio, alla conoscenza vera e non filtrata. È un po’ come l’acqua: si continua a bere e non stanca mai. La conoscenza è, poi, differenziata: ognuno ha bisogno della propria conoscenza!

Quali sono le parole che leghi al successo?

Umiltà, equilibrio, costanza, modestia, obiettivi, passione, saper perdere, amicizia, salute, imparare, studiare, fratellanza, inclusività, abbattere i propri limiti, abbassare la testa, chiedere scusa, saper fare marcia indietro, accettare uno sbaglio, strada per la meta, sostenibilità, rispetto, riconoscere la propria guida, camminare insieme, amare, prendere delle pause, non vendicarsi, visione, slancio in avanti, l’arte di non disturbare, non fare rumore, avere paura (e dichiarare di avere paura), dichiarare la propria umanità, non arrabbiarsi, lasciare stare, futuro…

E poi mi piace molto l’arcobaleno. È qualcosa che lascia spazio davanti e dietro. Si pone in mezzo in modo inaspettato senza coprire quello che c’è dietro e abbellisce.

Che relazione c’è per te tra successo e vulnerabilità?

È l’uomo che cammina sull’argine e che deve trovare l’equilibrio tra successo e vulnerabilità.

Qual è la frase che ti è cara con cui vuoi chiudere questa intervista?

Due parole: formarsi e contaminarsi.

Daniele Nonnato - intervista successo 78pagine

Daniele Nonnato

Nato a Padova nel 1979, è amministratore delegato di Multimac, azienda che offre soluzioni, integrazione e consulenza relative alle più innovative tecnologie di tracciabilità di beni e persone, al fine di ottimizzare i flussi produttivi e della supply chain.

E’ uno dei promotori del Supply Chain Technology Forum, un evento chiave all’interno del settore logistico incentrato sulle ultime tecnologie che stanno trasformando il mondo della supply chain. Ama viaggiare, conoscere nuovi luoghi e persone ed è appassionato di marketing, crescita e innovazione continua.